Data l'importanza della tecnologia nelle nostre società, un'adeguata partecipazione di donne e uomini in ambito STEM è di fondamentale importanza. L’utilizzo di tecnologie comporta infatti la scelta di strumenti che influenzano nel tempo il modo in cui le persone lavorano, comunicano, viaggiano, consumano. La dimensione di genere nella ricerca e nell'innovazione è quindi fondamentale per garantire uno sviluppo equilibrato della società.

Per quasi due decenni in Europa sono state sviluppate iniziative per promuovere l'uguaglianza di genere in ambito STEM. L'attenzione era inizialmente rivolta a programmi specifici per aiutare le donne a perseguire carriere scientifiche. Tuttavia, tali programmi si sono rivelati insufficienti per aumentare il numero di donne attivamente presenti nei settori scientifici, in particolare in posizioni di responsabilità, e non hanno contribuito ad affrontare gli ostacoli strutturali che contribuiscono al noto fenomeno del “tubo che perde” (leaky pipeline).

Studi recenti hanno identificato tre aspetti chiave per raggiungere l'obiettivo dell'uguaglianza di genere nel campo scientifico e nel mondo accademico:

  1. Riduzione della segregazione verticale e orizzontale (allo stato attuale è evidente la carenza di donne nelle posizioni decisionali e la loro sotto-rappresentazione in ambito STEM; allo stesso tempo, è necessario riequilibrare con l’integrazione di uomini nei settori dove attualmente le donne rappresentano la maggioranza o addirittura la quasi totalità).
  2. Bilanciare la cultura di genere asimmetrica nelle organizzazioni (in particolare, occorre modificare la cultura che vede predominante / prevalente la presenza maschile nella scienza e nel mondo accademico, ritrovare l'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, rimuovere le barriere strutturali che ostacolano le donne).
  3. Integrazione di una dimensione di genere nell'insegnamento e nella ricerca (inclusa la sensibilizzazione di genere tra il personale accademico e l'applicazione di metodi di ricerca di genere nell'intero processo di ricerca).

Con lo scopo di contribuire a questi tre aspetti chiave, il progetto GEECCO si propone quattro obiettivi principali:

Obiettivo 1: sviluppo e attuazione di Gender Equality Plans (GEP) da parte delle 4 Università (RPO). I GEP sviluppati saranno progettati su misura per ogni RPO per garantire il massimo dell'efficienza e dell'impatto, in particolare per quanto riguarda i seguenti tre aspetti specifici:

  • Aumentare la consapevolezza e la conoscenza delle questioni di uguaglianza di genere, nonché avviare un processo di comunicazione all'interno e all’esterno delle strutture coinvolte (tutti i livelli decisionali sia di alto livello che intermedi, personale docente e ricercatore, componente studentesca, personale amministrativo);
  • Migliorare la parità di genere nella gestione delle risorse umane (ad esempio per l’avanzamento di carriera e la formazione del personale) e nei processi decisionali (specifici per la situazione di ciascuna Università partecipante).
  • Sostenere l'uguaglianza di genere nelle attività di insegnamento e ricerca, introdurre l'analisi di genere e sesso nella ricerca.

Obiettivo 2: fornire conoscenze e strumenti alle RFO partecipanti al progetto per il miglioramento della dimensione di genere nei loro programmi e servizi. Le buone pratiche già esistenti verranno raccolte e rese disponibili su un opportuno sito web interattivo. In una fase successiva verrà avviata l'integrazione della dimensione di genere nella definizione di programmi e bandi per appello a progetti.

Obiettivo 3: istituire un ambiente di apprendimento aperto e auto-riflessivo in e tra tutte le RPO e RFO partecipanti. I facilitatori svolgeranno un importante ruolo di guida in questo senso. Metteranno la loro esperienza a disposizione dei partner attuatori (RPO e RFO) per contribuire a promuovere il cambiamento istituzionale tenendo conto delle loro esigenze specifiche. In questo processo, i facilitatori aiuteranno a creare strumenti e processi di comunicazione appropriati, ad attuare azioni di uguaglianza di genere sostenibili a lungo termine e ad affrontare le immancabili resistenze contro i cambiamenti istituzionali. Questo supporto sarà essenziale perché, in generale, sia le RPO che le RFO non sono abituate a nuove prospettive oltre la loro conoscenza generica dei problemi di genere (esperienze e conoscenze quotidiane). In particolare per l'uguaglianza di genere, i problemi principali riguardano soprattutto le relazioni di potere esistenti e l'identità di genere, che creano situazioni di incertezza e resistenza e rendono più difficile (almeno per alcune delle parti interessate) lo sviluppo di nuove prospettive in materia di uguaglianza di genere. In tali casi i facilitatori sono in grado di agire come consulenti esterni applicando le loro competenze specifiche sull'uguaglianza di genere relativa allo sviluppo organizzativo

Le due organizzazioni di supporto (YW e B-NK) contribuiranno con le loro specifiche esperienze, conoscenze e competenze alla supervisione, l'addestramento, la formazione e la comunicazione interna / esterna nelle RPO e RFO coinvolte per massimizzare l'impatto dei GEP.

Obiettivo 4: monitorare e valutare il processo, l'efficienza e gli impatti dell'attuazione dei GEP in ciascuna RPO nonché nei programmi e nei servizi nelle RFO partecipanti (attività supportate dal partner Gesis). Il processo di valutazione permette di migliorare e perfezionare le azioni implementate nel corso del progetto. A questo si affianca l’attività di monitoraggio grazie alla creazione di un data base di riferimento utile per l’analisi e il confronto. I GEP implementati dai partner del progetto includeranno sia azioni su misura sia azioni standard, oltre a meccanismi di controllo dell'implementazione. Ciò consentirà non solo ai partner partecipanti di massimizzare l'impatto del GEP, ma anche di diffondere e trasmettere i risultati ad altre organizzazioni e parti interessate.